DONNAVVENTURA - Il blog di Giusy


Di Giusy (del 06/08/2007 - 14:25:11, in In Spedizione)

L‘arrivo a Chiang Mai è adir poco provvidenziale. Dopo 478 Km ininterrotti tra saliscendi interminabili sulle montagne Thailandesi (Doi Inthanon National Park).

Abbiamo proprio il bisogno di rifocillarci. Appena arrivate in albergo ci facciamo una doccia al volo, cena e subito dopo a lavorare. E’ uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo. Il tramonto è ormai trascorso da tempo e la nuova alba ci riserva una splendida giornata all’insegna dell’avventura. Lasciamo il nostro albergo per incontrare una comunità cinese rifugiata politica. Quella degli Hmog Cao.

Piccola realtà autonoma, che lontana dalla civiltà provvede al proprio sostentamento senza aiuti esterni. Vivono in condizioni igieniche pessime. Mi ha lasciata sconvolta il modo in cui conservano il riso. Già cotto viene messo su una stuoia per terra e coperto con un telo. Si dimostrano comunque ospitali, e anche se inizialmente sono reticenti accettano di farsi filmare e fotografare accogliendoci nelle loro abitazioni.

Il ritorno diventa difficile ed adrenalinico. La pista sterrata, ripida e scivolosa della jungla ci da un gran da fare. Dopo lunghe peripezie e timori giustificati dalla difficoltà, superiamo il percorso con successo.

E’ stato un lavoro di squadra…brava Yanne che si è comportata egregiamente alla guida e brava alla navigatrice che ha sudato insieme alla pilota per l’ottima riuscita. Bella squadra, anche se si vocifera il contrario.

La sera in giro per il mercatino notturno di Chiang Mai. L’artigianato locale, la musica del posto, gli odori, le persone sorridenti…tutto ti invitava a vivere questa realtà per più tempo. Comprare l’impossibile era l’impulso, ma non è stato realizzabile.

Il mattino successivo sveglia di buon ora, partiamo percorrendo a ritroso i km che ci faranno rincontrare la comunità dei Karen. Seguiti dalla polizia riusciamo comunque a rubare qualche immagine, riuscendo a parlare con un ragazzo di uno dei villaggi. Ci spiega che ci sono 7000 abitazioni e circa 20000 abitanti. Anche loro hanno chiesto asilo politico in Thailandia.

Rifugiati politici birmani, vivono autonomamente, e l’unico aiuto di cui usufruiscono è quello sanitario, perché gratuito. Li salutiamo dopo il breve ma intenso incontro e ci dirigiamo verso il Laos.

La prossima tappa sarà Pithsanuloc, una delle precedenti capitali della Thailandia. Visitiamo diverse rovine e templi buddhisti. La spiritualità che trasuda da questi luoghi fa venir voglia di fermarsi a riflettere. Lasciamo l’ennesima tappa e costeggiamo le sponde del Mekong River.

Un confine naturale che separa la Thailandia dal Laos. Il paesaggio cambia completamente, diventa più selvaggio e meno curato. Anche le persone mutano espressione, ma tutto ritorna alla normalità con un sorriso. Finiamo la giornata a Chang Can città al confine con il Laos.

La mia avventura volge al termine. Lascio delle compagne di viaggio e delle nuove amiche. Mi avrebbe fatto piacere continuare a raccontarvi le splendide avventure di questa spedizione…ma ormai il dado è tratto. Me ne vado  con la testa alta, perché consapevole di aver adempiuto ad ogni mio dovere. Purtoppo l’empatia fa molto, anche se credo che le cose stavano per migliorare…

Chi lo sa, mai perdere la speranza. D’altronde il mio motto è non mollare mai.

 

 
Di Giusy (del 01/08/2007 - 14:24:18, in In Spedizione)

Il viaggio continua all’insegna dello stupore e della curiosità. La fotografia diventa una passione ed uno studio, e la gente del posto la nostra guida quotidiana.Si parla in inglese, ma non tutti capiscono, ed allora ci si fa intendere con il linguaggio mondiale. Quello del corpo, dei gesti. Proseguiamo il nostro viaggio risalendo il nord della Thailandia. Abbandoniamo le coste per inoltrarci nell’entroterra Tailandese.

Da Chao Samran Beach (Petchaburi) verso il lago Si Nakarin. Le strade ed il panorama cominciano a cambiare. Non più piantagioni di The ma di mais, ed infinite risaie. La jungla ritorna regina indiscussa sul nostro cammino. Saliamo sulla Ferry Boat che ci traghetterà dall’altra parte del Si Nakarin Lake.

Pranziamo su un ristorante palafitta in compagnia di un dolcissimo gibbone… E subito dopo pranzo si riparte per la nostra nuova dimora. Pronte a scaricare le borse di giornata ed i nostri inseparabili MAC saliamo su un altro Ferry Boat che ci terrà lontano da terra fino al mattino successivo. Dormiamo in delle piccole ma suggestive palafitte sul lago.

Tra insetti di ogni tipo , scarafaggi giganti che entrano dalle fessure, i rumori singolari dei gechi ed i rumori tipici della jungla che si estende alle nostre spalle finiamo di lavorare per poi farci cullare dalle piccole onde.

Il risveglio è magico. Un silenzio surreale, uno specchio d’acqua ed il sole che si affaccia timido e ti fa venir voglia di ringraziare d’essere al mondo. Si ricaricano i pick up per riprendere il nostro viaggio all’insegna dell’avventura.

Proseguiamo per Uthai Thani e durante il percorso costeggiamo il fiume che divide l’ex Birmania, attuale Mianmar, dalla Thailandia. Le strade diventano un turbinio di curve e di saliscendi, che ricordano le montagne russe.

Passiamo da 200 mt di altitudine a 1700, e tutto questo nel giro di un’ora, mezz’ora o 10 minuti. Incontriamo molte persone, ma i Thai del nord sembrano più burberi di quelli incontrati nel sud, ma basta un sorriso per aprire un ponte alla conoscenza.

Ed è proprio il ponte dell’amicizia che si trova al confine con il Mianmar e la Thailandia che ci fa percepire l’ospitalità di questo popolo. Incontriamo infatti una comunità di profughi birmani che hanno chiesto asilo politico ed hanno trovato accoglienza, i KAREM.

Vivono in condizioni per noi impossibili, ma emanano un’energia, una solarità ed una voglia di vivere che lascia senza parole. Mi viene da piangere e li ringrazio per quello che mi hanno trasmesso. Un saluto ed un sorriso dall’altra parte del filo spinato… E’ triste ma sembra che a loro non dia problemi.

E su di nuovo per il confine ci fermiamo a Mae Sot, ultimo avamposto birmano conosciuto per il commercio nero delle pietre preziose, in mano ad indiani e cinesi.

Facciamo un giro per il mercato e gli odori troppo forti ci fanno allontanare in breve tempo. La giornata volge al termine e la nostra prossima tappa sarà Ching Mai…

 
Di Giusy (del 31/07/2007 - 14:23:31, in In Spedizione)

Il viaggio continua verso Fraser’s Hills e Cameron Highland, alla scoperta delle più importanti ed antiche piantagioni di the della Malesia.

Sulla strada per Fraser’s  Hills provo un’ emozione indescrivibile. Per la prima volta in vita mia vedo ed attraverso la jungla. I suoni, i colori, i profumi sono nettamente diversi e si imprimono indelebilmente nella mia mente. Sopraggiunge la sera e subiti dopo è l’alba del nuovo giorno. Si riparte per Cameron Highland, antica colonia inglese. Rinomata per le sue piantagioni di the e coltivazioni di fragole.

Visitiamo entrambe, e non poteva mancare la degustazione di un ottimo the e di una buonissima marmellata di fragole. Dal giorno successivo parte il vero viaggio all’insegna dell’avventura. Incontriamo una piccola comunità aborigena.

Un uomo del villaggio ci dimostra come si usa la cerbottana per andare a caccia. Mentre alcune di noi si cimentano nell’utilizzo dell’arma, altre fanno amicizia con i bambini o visitano le umili e povere abitazioni di questa comunità. Subito dopo aver lasciato il villaggio, saliamo con i nostri pick up per le piste dissestate della jungla.

Finalmente le 4 ruote motrici e le ridotte. Non ci sono parole per esprimere lo stato d’animo. Una giornata volge al termine ed un’altra ha inizio. Percorriamo le ultime tappe in direzione del confine. Tra gli aspri rimproveri di Mauri, l’attenzione e la curiosità dei posti da visitare arriva il 23 luglio. Siamo in dogana dove,dopo un’infinita attesa, ci lasciamo alle spalle la Malesia ed entriamo in Thailandia.

La prima impressione non è delle migliori. Povertà è la parola che mi esce dal cuore. Da Krabi a Phuket, dove alloggiamo nel hotel che tutto il mondo ha visto nelle tristi immagini della devastazione dello Tsunami. Con la fortuna che contraddistingue DONNAVVENTURA assistiamo alla prima simulazione di evacuazione in caso onda anomala.

E’ stato tutto così realistico da far venire la pelle d’oca. Il suono agghiacciante delle sirene, i finti feriti per strada, una torma di gente che scappava…veniva da piangere. Alla fine del finto incubo riusciamo ad intervistare il governatore di Phuket .

Ed anche la sosta nel paradiso di Phatong è terminata. Alla ricerca di una famiglia indigena che ci accoglie con grande calore. Offrendoci frutti e bevande per rifocillarci. Ripartiamo anche da qui, e le tappe stabilite vengono saltate per avvantaggiarci sulla tabella di marcia.

Così da Thung Wua Laen Beach e le sue spiagge incantate, ci spostiamo verso Petchaburi. Sempre più vicini al confine con il Myhanmar.

 
Di Giusy (del 24/07/2007 - 14:22:35, in In Spedizione)

E’ già trascorsa una settimana dall’arrivo in Malesia, e le emozioni si mescolano con i primi ricordi.

Il viaggio non finiva mai, dodici ore ininterrotte senza riuscire a chiudere occhio. Finalmente si atterra, e ad aspettarci ci sono Mauri e Stefi che ci accolgono calorosamente e con già il programma da rispettare. Salite sul pulmino che ci porta al Traders Hotel, Maurizio ci da i primi consigli e i primi compiti della giornata.

L’arrivo in Hotel sembra da film… accolte come delle dive ci aspetta la responsabile del Traders con un rinfresco ed un pensiero per ognuno. Finite le presentazioni ed assegnate le stanze saliamo di corsa a posare i bagagli per poi scendere ed incontrare il Gran Capo Mauri che ci guida alla scoperta delle Petronas Tower: maestose, imponenti, meravigliose.

Da qui ha inizio la preparazione del viaggio che, giorno dopo giorno, inizia a diventare sempre più impegnativa. Preparazione dei pick up, il gioco delle casse…carica e scarica, fai l’elenco di tutto quello che abbiamo in dotazione, impara a fare i diari e soprattutto si cominciano ad usare i MAC, che ci danno un gran da fare.

Domenica 15 lavoro tutto il giorno e per cena alla scoperta di un tipico ristorante Malese. La cucina è speziata ed i cibi sono cosi colorati che risultano buoni da gustare non solo con il palato, ma anche con gli occhi. Durante la cena assistiamo ad uno spettacolo tipico, dove danze e suoni ci rapiscono piacevolmente.

Lunedì 16 i primi cazziatoni di Mauri e poi alla scoperta di KL…al supermercato per le scorte di sopravvivenza, al centro commerciale per gli ultimi acquisti utili all’utilizzo dei computer e delle macchine fotografiche.

Ed infine per le strade di KL alla scoperta dei cibi più strani, dai frutti esotici più colorati e spinosi al tè purificante, dalle rane alla zuppa di squalo…che sapori strani. E dal giorno dopo finalmente i pick up, la prima guida a sinistra in un posto che non è la mia terra.

Il Lord Murugan, il Tempio Cinese, Il Palazzo Reale, China Town…posti che sanno di mistico. E dopo le prime incursioni alla scoperta di KL, a  seguire conferenze su conferenze organizzate dalla MITSUBISHI… trattate come delle vere star ed articoli che parlano di noi e della nostra avventura.

Per questa gente, quello che stiamo per vivere e molto “particolare”, per altre e da invidiare, e la cosa più bella è la felicità di alcune donne che si sentono rappresentate… Rappresentiamo la loro libertà.

E poi arriva il 19 luglio, il giorno in cui la nostra avventura ha inizio. Scortate dalla polizia che apre la strada a mo’di “MOSE’ CHE DIVIDE LE ACQUE”… sfiliamo allibite nel traffico. Ad accoglierci alla conferenza di saluto una trentina di giornalisti ed una ventina di fotografi… Il ministro del turismo malese ed il nostro ambasciatore italiano Alessandro Busacca. Alla fine di tutto la partenza per il vero e proprio viaggio di DONNAVVENTURA.

Le prime tappe saranno FRESER’S HILL E CAMERON HIGHLANDS. Il racconto continua… 

 

 
Di Giusy (del 19/07/2007 - 14:21:24, in La Partenza)

In volo per la Malesia, tutto ha inizio.

Le emozioni si confondono con l’euforia, i battiti del cuore aumentano e…

Forse è il caso di regalarvi queste emozioni, dopo aver fatto un passo indietro ed aver ripercorso quelle tappe che mi hanno portata fin qui.

Tutto ebbe inizio il 18 maggio 2007, quando decisi di prendere il treno per Rimini e realizzare un sogno che avevo da troppi anni. Il suono della sveglia mi fa scattare in piedi e per la paura di perdere il treno mi preparo con la dovuta fretta. Il viaggio è lungo, ma ne vale la pena…la prova si avvicina e la curiosità la fa da padrona. Finalmente A Rimini Wellness. Da sola e carica di grinta mi dirigo allo stand ed inizio quello che sarà il mio viaggio verso un sogno.

E’ una sensazione indescrivibile, mi viene da sorridere, tante ragazze e tante donne che sono lì, mosse dalla stessa passione… DONNAVVENTURA e la magia che la circonda. Mi giro intorno e tra un sorriso ed una chiacchiera hanno inizio le prove. Con lo sguardo stupito di una bimba e la consapevole grinta di un’atleta mi concentro per iniziare il percorso allestito dall’Esercito Italiano. La prova guida è la prima della lista, a seguire la visita medica e per finire le elettrizzanti prove fisiche con fango finale annesso. Con me ho una scheda…”LA SCHEDAAAAA”… sulla quale vengono segnate le valutazioni.

Alla fine delle prove l’emozione più grande è stata l’incontro con il Mitico Capo Spedizione Maurizio…che con il suo atteggiamento militaresco andante ed il suo sorriso soddisfatto mi ha dato una speranza in più per sognare. Sono pronta per tornare a casa ed aspettare la magica e-mail.

I giorni trascorrono velocemente e la e-mail non arriva, ed io inizio a capire che forse presa dall’euforia di quel giorno ho trascurato un piccolissimo particolare.

La lampadina si accende dopo tanto tempo (avevo dimenticato di cambiarla) , ed in un batter d’occhi capisco che la SCHEDAAAAAAAA che tenevo come un trofeo era necessaria ed indispensabile per poter essere convocata.

Da allora la redazione non ha più avuto pace… E dopo innumerevoli tentativi la mia tenacia (o semplicemente per la loro disperazione) e stata premiata con il ripescaggio e l’invito a La Thuile.

14 GIU 2007 La Thuile è stata raggiunta ed io incontro delle compagne di avventura che si rivelano persone speciali…

Che emozione il raduno, il discorso di Maurizio e lo spostamento al campo… L’avventura si fa viva e si cominciano le prove…tre giorni duri ed intensi, che lasciano una grandissima soddisfazione.

E come per Rimini arriva il momento della scelta… felice di aver vissuto ogni minuto saluto tutte le mie compagne di avventura con il sorriso sulle labbra, già pensando a come riorganizzare il ritorno. Scena terza atto primo… Caserma degli Alpini di La Thuile… Maurizio ringrazia tutte e proclama le vincitrici… La numero 64… e vaiiiiiiiiiii Silvietta…

La numero 78…??? Ed io mi guardo intorno battendo le mani, cercando la candidata… Brava Brava… gridavo felice ed emozionata. Quando da dietro scoppiano a ridere le mie sorelline DA, ed io capisco che si trattava di me.

Non so spiegare quanto grande fosse l’emozione, sta di fatto che quella settimana al campo addestramento di La Thuile c’ero anche io tra le 12 stelle per la Malesia. Ed eccomi qui a raccontarvi tutto quello che questa magnifica spedizione ci lascerà dentro… adesso vi lascio per riposare un po’, ma non temete perché ci saranno tanti, tantissimi altri racconti di viaggio.

 











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