DONNAVVENTURA - Il blog di Kiara


Di Admin (del 26/10/2007 - 19:11:51, in Il Ritorno)
Quando si arriva alla fine di un lungo viaggio l’emozione più forte è poter chiudere gli occhi e lasciar libera la mente di ripercorrere i tanti passi compiuti lungo il cammino, soffermarsi e riviverli con una nuova consapevolezza, guardarli da un’angolazione differente, accorgersi di sfumature inaspettate. Ci sono momenti in cui ho corso a perdifiato, senza “vedere” le bellezze attorno a me, altre in cui mi sono fermata ora spaesata, ora in ammirazione di un attimo fuggente di infinità bellezza, ho inciampato in minuscoli granelli di sabbia, e superato con inaspettata agilità ostacoli importanti. Ma l’emozione più bella, è accorgersi che le mie impronte non erano mai solitarie, che lungo spiagge candide, o nel fango più scivoloso, c’erano altre 5 paia di orme. E’ se tendo l’orecchio, posso sentire le voci, le risate, i sospiri che eccheggiano a colonna sonora di ogni singolo istante. Ho avuto la fortuna di visitare posti dalla bellezza paradisiaca, come le isole dell’arcipelago, Mataking, Mantanani, Sulug, con le loro spiagge candide orlate di palme, e le acque cristalline e smeraldine, e posti al limite dell’umana sopravvivenza, come i poverissimi Watervillage sparsi ovunque nel Borneo. Ho attraversato intricatissime giungle, dalla vegetazione rigogliosa e lussureggiante, abitate dalle particolarissime Nasiche e da tenerissimi Orangu tang, sono rimasta estasiata nell’ammirare l’etereo volo delle grandi farfalle Fantasma, ho fatto silenzio per ascoltare il canto della moltitudine di coloratissimi uccelli, ho trattenuto il respiro immobile per osservare da vicino il prestorico Varano del Borneo, sono diventata radice, foglia, liana, per sentirmi un tutt’uno con la natura attorno a me. Ho assaporato la Malaysia attraverso i suoi cibi speziati e piccanti; pesce, pollo, riso, verdure, frutta, un’infinita varietà di colori, gusti e tradizioni cucinati con semplicità, amore, originalità dagli abitanti di ogni luogo, che magari, anche solo per un giorno, sono stati la mia casa, il riparo dalle pioggie torrenziali, o dal torrido e appicicoso caldo tropicale. Di questo viaggio, porterò sempre nel cuore i sorrisi e i grandi occhi a mandorla dei bambini incontrati qua e là, il loro avvicinarsi in maniera sospettosa e curiosa all’inizio, e i grandi saluti affettuosi, vivaci, accorati nel vederci ripartire, conquistati con la semplicità di una canzone, dalla dolcezza di una caramella, dall’allegria di un girotondo. Non dimenticherò mai l’accoglienza e la generosità di uomini e donne, dall’esistenza semplice, pronti ad accoglierci nelle loro case, condividere i loro cibo, regalarci un sorriso, un’emozione, un insegnamento umile, universale, prezioso. Tornerò nella mia Italia, a casa, dalla mia famiglia, arricchita profondamente da tutti i luoghi che i miei occhi hanno potuto osservare, dalle emozioni che hanno fatto battere il mio cuore, dalle esperienze che mi hanno toccato l’animo nel profondo, dai sorrisi e i doni che hanno illuminato anche le giornate uggiose. E il mio ringraziamento sarà sempre rivolto a questa terra, ai suoi abitanti che mi hanno accolto sempre sorridenti e disponibili, e alle mie compagne d’avventura, che si sono rivelate tutte delle ragazze straordinariamente in gamba, solari, efficienti, sempre pronte a una parola di conforto o a una risata coinvolgente. Il bello di questo viaggio è dato dal percorso di tutti i giorni, da tutte le emozioni, e i ricordi che ti rimangono nel cuore, che cancellano le amarezze e i dispiaceri, le difficoltà e le disavventure, da tutti quei piccoli istanti che ti fanno capire quanto sia straordinario poter vivere un avventura unica è irripetibile.
 
Di Admin (del 05/10/2007 - 19:09:52, in In Spedizione)
La mia avventura nel Borneo è iniziata esattamente una settimana fa da Kota Kinabalu, quindi non posso ancora dire di aver vissuto a pieno il contatto con la lussureggiante, intricata, leggendaria foresta del Borneo. Forse i fantasiosi e avvincenti racconti di Salgari hanno un po’ condizionato l’immaginario comune riguardo questo luogo unico al mondo. Sicuramente a seconda della zona in cui ci si addentra si hanno percezioni differenti dell’ambiente circostante, ma un unico fascino di certo le accomuna. La prima volta nella jungla, all’altezza di Misompuru, la poca familiarità con questa realtà per me del tutto nuova ha fatto sì che la mia concentrazione e miei occhi fossero fissi sul suolo sottostante i miei piedi. Infatti è essenziale, ed estremamente importante, fare attenzione a non incappare nelle mille insidie create da fango, radici, mangrovie e animali pericolosi. Ma ben presto si presenta una seconda occasione, sulla strada per Sandakan decidiamo di fare una breve variazione nell’itinerario, ci addentriamo nella foresta di mangrovie di Labuk Bay, nel Proboscis Monkey Sanctuary, alla ricerca delle scimmie Nasiche. Questa volta il mio sguardo inizia a spaziare furtivo dal basso dei miei passi all’altezza dell’orizzonte, mi accorgo che anche il mio udito si allerta ad ogni rumore insolito, il cadere di un’ enorme foglia secca, il ronzio di un insetto, un verso che riecheggia in lontananza e ancora indistinguibile per me. E già la jungla mi regala le prime emozioni, numerose scimmie Nasiche poco distanti da noi mangiano, litigano, saltano di albero in albero…si accoppiano. Ma sarà lungo le rive del fiume Kinabatangan che avrò la possibilità di osservare la jungla di mangrovie da un’altra angolazione, infatti dalla tranquillità di una spelonca lo sguardo si può perdere a trecentosessantagradi attorno a me. Il mio occhio ormai curioso e più attento salta di ramo in ramo, si tuffa nell’acqua torrida e lenta del fiume per allungarsi lungo le sue sponde e risalire da liana alla continua ricerca di vita, di fiori, colori emozioni… Nella Tabin Wildlife Reserve, ormai procedo più spedita, un occhiata al terreno, una al sentiero davanti a me, una che parte da una radice, sale lungo un tronco articolato, possente, intrecciato, lunghissimo, imponente per perdersi alla ricerca di un movimento, una vibrazione, per captare la provenienza di un rumore, un verso, un fruscio e scovare una nuova e inaspettata emozione. La jungla è tutto questo, è un segreto che si svela passo dopo passo, attraverso un crescendo di consapevolezza e curiosità, di dimestichezza ed emozione ma che non ti rivelerà mai i misteri più profondi che cela, puoi solo assaporarli a piccole dosi e quando meno te lo aspetti!
 











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