DONNAVVENTURA - Il blog di Manuela


Sono passati ormai 5 mesi ma il ricordo di quei magici giorni è così forte che a volte mi faccio prendere ancora dall'emozione, il cuore palpita all'impazzata quando riguardo quelle splendide fotografie scattate in spedizione... ...come si fa con la foto del proprio innamorato, così non passa giorno che io non riguardi tutti quei momenti immortalati dalle nostre portentose Canon, dove il mio viso e quello delle mie compagne d'avventura è si sorridente, ma solo noi possiamo davvero interpretarlo. Dietro quei sorrisi a volte c'era ansia, agitazione, paura, paura di non resistere, di non sopportare, nostalgia, ma altre volte c'era pura felicità, una felicità di pochi minuti ma per questo alevata all'ennesima potenza, poi c'era soddisfazione, entusiasmo, commozione, grinta e tenacia. Ma sicuramente, riguardando quelle foto, noto un denominatore comune nei nostri volti..LA GIOIA DI ESSERE LI, di essere delle Donneavventura, donne un po' speciali,noi, tutte assieme, giorno e notte, una affianco all'altra, pronte a sostenerci e aiutarci in ogni secondo. Mi risulta difficile spiegare bene quello che sento dentro ancora tutt'ora, ma so che posso pienamente condividere l'affermazione di tutte le donne Veterane, DONNAVVENTURA TI SEGNA, t'imprime nel cuore un ricordo così profondo da farti rimpiangere che sia già tutto finito...e pensare che quando mi trovavo in terra d'Oriente mi ripetevo in continuazione "ma chi me l'ha fatto fare!?" E se con i ricordi vado ancora un po' più indietro, a circa un anno fà, a quando scoprì in internet che chiunque poteva provare a partecipare alle selezioni, a quando dentro di me scattò quella strana molla, una forte "smania" (così si dice dalle mie parti), a quando iscrissi MANOVELLA nel forum e incominciai ad avere amiche virtuali diventate ora Amiche vere, amiche ormai parte della mia vita..bè...posso anche affermare che DA mi ha aperto davvero un nuovo mondo, un mondo pieno di nuove emozioni, un mondo in cui mi sono rimessa in gioco e che mi ha rafforzato, che mi ha reso migliore, che mi ha arricchito e che mi ha fatto capire quante e quali persone mi voglio davvero bene.
 

Adrenalina, adrenalina pura oggi…fiancheggiando il Mekong River per più di 120 km lungo strade sterrate, strette, polverose e piene di buche e a tratti fatte di solo fango, strade a malapena indicate nelle cartine stradali, strade dove le mucche, i cani e i polli attraversavano impazzati improvvisamente al nostro passaggio, strade sulle quali interi villaggi fanno scorrere il loro lento ritmo di vita e dove ogni persona è sempre pronta a donarti un sorriso, strade meravigliosamente immerse in una lussureggiante vegetazione, strade che sprigionano tutta la povertà di questo paese, strade che ora mi porterò sempre nel cuore perché mi hanno fatto sentire davvero una donnavventura in tutti i sensi…

Con a fianco la mia grande ed efficiente navigatrice Elena questa sfida con la natura è stata emozionantissima e tanto divertente. Concentratissime ad evitare buchi, bambini, galline, carretti, biciclette e ancora buchi…innumerevoli buchi… la carovana è riuscita a raggiungere il traguardo di Champong Cham… e come per magia ad accoglierci a fatto capolino un bellissimo tramonto sul Mekong River…

 
Di Manuela (del 28/08/2007 - 14:31:39, in In Spedizione e post Spedizione)

Due settimane, sono trascorse appena due settimane dall’inizio di questa mia nuova vita parallela, due settimane in cui ho già provato mille sentimenti contrastanti e ho visto luoghi meravigliosi e affascinanti.

La carovana ha percorso quasi 3000 km attraverso il leggendario Vietnam e in modo un po’ anomalo, sempre e costantemente sotto scorta della polizia e a sirene spiegate in quanto stiamo guidando a destra ma anche con il volante a destra…potete immaginare la difficoltà, il rischio e l’ansia che ci pervade in ogni momento dovendo stare sempre compattate ma allo stesso tempo veloci perché le tappe sono lunghissime e bisogna rispettarle!
E attraverso questi km ho scoperto un popolo eccezionale, grintoso, orgoglioso, pragmatico, ospitale e che non porta rancore, un popolo che guarda avanti, molto incline al commercio e a volte capace di sorprendermi, come quando vidi sbucare le paraboliche dalle capanne di paglia delle minoranze etniche, o quando capì che le vie delle città sono un prolungamento degli spazi domestici in cui la privacy dei gesti quotidiani semplicemente non esiste, o quando vidi i barcaioli del villaggio galleggiante Khen Ga remare con i piedi.

Ma il ricordo più bello in questo momento va alla magica atmosfera che la Baia di Halong mi ha saputo regalare…un arcipelago di più di 2000 isolette calcaree che  s’innalzano per decine di metri da un’acqua verde smeraldo. E la nostra solitaria esplorazione nel tardo pomeriggio, il silenzio, a tratti lo spuntare del sole nel cielo grigio (…qua purtroppo il sole è un optional fra un acquazzone e l’altro!), l’odore di salsedine…bè…i miei pensieri non potevano far altro che essere rivolti alle persone a casa a cui voglio più bene e a quanto avrei voluto averle vicino a me in quel momento.
Normali momenti di malinconia che in una spedizione di questo genere, dove la tensione e la concentrazione sono alle stelle, quando si trova un attimo di “relax” ci si estranea  e ci si rifugia nel dolce ricordo di CASA.

Dalla zona montuosa del nord abbiamo poi percorso la costa del centro-sud, piena di spiagge sabbiose, promontori verdeggianti, palme da cocco, porticcioli di pesca pieni di barche coloratissime…e di conseguenza i nostri pasti sono stati a base esclusivamente di pesce (addirittura l’aragosta una sera!)…per un po’ mi sa che di gamberetti non ne vorrò più sentir parlare…

Il paesaggio da nord a sud è cambiato notevolmente ma quello più spettacolare e caratteristico non poteva essere che il Delta del Mekong, la madre delle Acque, un lembo di terra e acqua, fatto d’isole e villaggi dai ritmi millenari. Qui ogni cosa  scorre sul fiume, mezzi di trasporto, scambi commerciali, mercati, matrimoni, funerali…insomma la vita.
E’ in questa acqua marroncina che interi villaggi vivono quotidianamente ogni singolo gesto…troppo divertente e strano ai miei occhi vedere una donna che si faceva proprio lì lo shampoo!

Mi trovo in un bellissimo hotel a 5 stelle di Saigon (perché Donnavventura è una contraddizione dopo l’altra in ogni cosa, anche negli hotel…dalle bettole, ai 5 stelle e poi nuovamente bettole..), le tre “vecchie” hanno finalmente chiamato a casa dopo un mese di silenzio forzato, è stato emozionante e commuovente anche per me vedere la loro gioia esplodere negli occhi nel sentire una voce cara…

Ora spengo la luce, la radio, stacco la spina del mio pc e come tutte le sere mi addormento pensando alla giornata appena trascorsa a quanto mi ha dato e quanto mi sto arricchendo di sentimenti ed esperienze nuove.
Penso sempre anche alle mie compagne d’avventura delle quali ogni giorno scopro piacevolmente nuove e bellissime sfaccettature…sento che l’unione tra noi sta diventando sempre più forte e penso a quanto mi sto “disciulando” nella speranza che quest’avventura non finisca troppo presto…
…ma come dice il motto di un popolo che vive assecondando gli umori della Madre delle Acque (…noi assecondiamo gli umori del gran capo…) “dove c’è volontà c’è soluzione”…

 

Mi provoca una strana sensazione pensare che io sia dall’altra parte del mondo e che voi stiate leggendo le mie emozioni a miglia e miglia da qui.
Sono trascorsi solo 8 giorni dalla mia partenza da Milano ma l’intensità con la quale li ho vissuti, attraversando il Laos fino a giungere nel nord del Vietnam, me li fa sembrare ancora di più. Probabilmente è perché in così poco tempo è già accaduto così tanto. E ho visto così tanto.

Atterrata a Vientiane, la prima forte emozione è stata riabbracciare le mie compagne d’avventura…un abbraccio forte e sincero accompagnato come al solito da pianti di gioia…che poi si sono trasformati in pianti di tristezza e amarezza…sono tornate in Italia Giusy, Elisa e Genny, le tre “Gine” a me più care dai tempi della lontana settimana trascorsa a La Thuile.
Ma pian piano ‘sto piacevolmente scoprendo che anche le altre ragazze sono persone davvero speciali.

Ed è anche grazie al loro prezioso aiuto che sono entrata immediatamente nei ferratissimi ritmi di questa spedizione…sinceramente non pensavo fosse così dura, non pensavo che il tempo x me stessa venisse letteralmente cancellato…se mi dicevano che avrei iniziato a fare la doccia in 4 minuti con un orecchio alla ricetrasmittente e un occhio all’orologio mentre faccio anche il bucato sotto il getto dell’acqua…bè…e chi ci avrebbe mai creduto!

Ma le innumerevoli regole e regoline da assimilare, le centinaia di km di sterrato da “macinare” ogni giorno, le prime sfuriate del grande capo Mauri da subire sono ampiamente ricompensate dalla incredibile bellezza dei paesaggi che stanno scorrendo sotto i miei occhi.

Il LAOS, un paese ancora non completamente contaminato dal turismo di massa, in cui si riscontra genuinità nelle sue genti e un vero attaccamento alle tradizioni. A Luang Prabang, una delle città meglio conservata del Sud-est asiatico, per esempio, assistere nel silenzio della città, al rito mattutino (6.00!!) della preghiera ai defunti mentre   file lunghissime di monaci buddhisti passano lungo le vie per ricevere il cibo giornaliero, è stato davvero un momento toccante e magico.

Attraversare le spettacolari zone montuose del nord, riflettere davanti l’estrema povertà della gente dei villaggi sempre pronti a sorridere davanti all’obbiettivo senza chiedere nulla in cambio, scoprire l’esitenza della baguette in un paese orientale, affiancare l’affascinante fiume Mekong e km di verdeggianti risaie, essere protagoniste di una festa organizzata in nostro onore dallo staff della Mitsubishi di Vientiane con tanto di vestiti tipici e riti di buon auspicio x noi (…ho espresso il desiderio che arrivi il prima possibile il mio bagaglio!!) …tutto questo e tanto altro sono momenti che rimarranno ben impressi nei miei ricordi.

Siamo poi giunti in VIETNAM, sinonimo di guerra e sicuramente il conflitto con gli americani ha lasciato i suoi segni, come abbiamo potuto constatare oggi nella città di Dien Bien Phu, pieno di residui bellici di una lunga storia finita male, quella di un popolo venuto da lontano per imporre la propria cultura su altri popoli, quella del colonialismo.

Siamo addirittura entrati all’interno del bunker teatro del conflitto che decretò nel’ 54, la fine della guerra con la sconfitta dei francesi.

Siamo ora ad Hanoi, la caotica capitale dove gli innumerevoli ciclò e il loro zigzagare lungo le strade ci fanno sudare per riuscire a rimanere compattate!
E così con i nostri bei cappellini a punta caratteristici e un po’ di stanchezza accumulata per il difficoltoso attraversamento del confine fra Laos e Vietnam sono pronta e vogliosa di scoprire ogni angolo di questa leggenda orientale.

 
Di Manuela (del 09/08/2007 - 14:30:05, in La Partenza)

Ma sono davvero io?
Ancora non me ne capacito, mi guardo e mi riguardo, tutta geografata Alviero Martini mi ritrovo all’interno di un aereo che mi catapulterà nel vivo di questo fantastico sogno che, come non succede mai nella realtà ma solo nei film, si è avverato… sono una delle fortunate Donnavventura 2007.

Ancora inebriata e avvolta da una bolla di felicità per le selezioni finali di La Thuile, già mi ritrovo a raggiungere la spedizione partita 3 settimane fa e diventare così una delle protagoniste del Gran Raid della Malesia.

Non so esattamente cosa mi aspetterà una volta raggiunto il gruppo (che in questo momento sta facendo rotta verso Vientiane, la capitale del Laos), ma so che la felicità nel riabbracciare le mie compagne d’avventura sarà immensa…ma altrettanto forte sarà il dispiacere nel veder ripartire per l’Italia 3 di loro.
Manca poco all’atterraggio, le mani sudate, un po’ di paura, vedo i sorrisi di chi amo fluire davanti… “e se non fossi all’altezza delle aspettative di quanti a casa mi hanno sostenuto e incoraggiato?”
Timori plausibili che ogni esperienza importante in qualche modo porta con se.

Ma ora mille e più sensazioni invadono il mio corpo ed i miei pensieri, voglio godermi questo momento di particolare euforia, pochi km d’aria mi separano da quest’avventura e mi riguardo ancora…lo sto realizzando, sono davvero una Donnavventura!

 











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