DONNAVVENTURA - Il blog di Silvia


Di Silvia (del 06/10/2007 - 14:37:46, in In Spedizione)

E’ stata una fantastica impressione quella che ho provato una volta entrata in questo Paese.
A cavallo del confine la curiosità aumentava sempre di più.
Pochi minuti, qualche pratica doganale e via alla scoperta del “Sultanato Indipendente del Brunei”!
Terra lontana fatta d’infiniti giacimenti di petrolio reperibili in qualsiasi zona che costeggia la strada… ed il mare!


Nelle città, maestose e dorate cupole di moschee si innalzano in onore dei diversi Sultani che, negli anni, hanno reso questa Nazione un piccolo gioiello che splende di una luce tutta sua, conquistando con fatica le poche, ma preziose terre generose dispensatrici di ricchezza.
Distese di marmo di Carrara, cristalli, mosaici ed oro ricoprono sfarzosamente i monumenti religiosi… ma passando dalla città alla collina lo scenario cambia: i fiumi si lasciano navigare in notturna per raggiungere villaggi che sembrano dimenticati dalla civiltà, in una selvaggia cornice di sassi corrosi, di uccelli leggeri, di tronchi sporgenti e di foglie cadenti, il tutto allietato dal rumore delle acque che, seppur impetuose, erano musica per le mie orecchie, davanti alla bellezza di tutto ciò che la natura in quell’istante mi stava offrendo.

 
Di Silvia (del 06/10/2007 - 14:37:18, in In Spedizione)

E’ proprio vero che una cosa fino a che non la vivi, la osservi e la valuti in prima persona non ti rendi veramente conto di ciò che al suo interno possiede.
Come per le persone, gli oggetti, i luoghi… bisogna sviscerare, toccare, odorare, assaggiare ed emozionarsi nel farlo, e allora sì che le si può dare un giudizio!
Il Borneo… fino a qualche giorno fa non ne immaginavo neanche il colore del cielo, ora solo dopo poco tempo, ne capisco il meraviglioso contenuto.
Delle sue affascinanti tradizioni mi sono stupita, delle sue leggende divertita, dei suoi colorati costumi incuriosita , nelle sue danze cimentata, dei suoi animali affezionata, del suo fiore raro estasiata…e nella sua incontaminata jungla tuffata!


Tutto questo mentre scorrevano km e km di pista sotto le gomme dei pick-up ma anche molta sotto i piedi, alla ricerca di quel qualcosa che rendesse la giornata speciale e piena di sorprese come spesso è stato!
Trovare la famosa, quanto puzzolente, rafflesia dopo ore di cammino tra le millenarie foreste, ha fatto del mio primo giorno in Borneo un giorno unico e memorabile, come anche aver visto qualche ora dopo i simpatici orango tango che saltavano di albero in albero divertiti e sereni nel loro habitat naturale…la nostra presenza non sembrava affatto disturbarli!
Racchiuse in poche ore, due gioielli della natura: il mammifero arboricolo ed il fiore più grandi al mondo! Uno spettacolo di cui è impossibile non rimanere incantati…
Di loro, una sorta di foto e video rimarranno impressi e vivi nella mente, come di tutto questo viaggio che da due mesi ho intrapreso, che tra poco da questa meravigliosa terra finirà e che dentro me porterò sempre!!

 

 
Di Silvia (del 16/09/2007 - 14:36:55, in In Spedizione)

Prima di mettere piede sulle bianche sabbie di questa paradisiaca isola della Malesia, abbiamo avuto attimi di seria preoccupazione per la nostra incolumità: allarme terremoto a Sumatra… ancora lì, ma con la “sola” differenza che questa volta io ero nell’estremo meridione della penisola malese a nemmeno 600 km dal punto in cui si è generata la scossa.
A Johor Bahru abbiamo ricevuto l’ordine di allontanarsi dall’hotel proprio mentre eravamo lì sotto ad osservare la bisacca che caricava i fiammanti pick-up per essere poi imbarcati sino alla nostra futura, ma non troppo, destinazione: il Borneo!


Quella sera né io né il resto del team ha captato alcun anomalo movimento del terreno, ma la mattina dopo, una strana impressione di “perdita d’equilibrio” e “sfasata percezione della propria posizione” (che in passato avevo conosciuto da altre scosse), ha fatto sì che intorno al tavolo della colazione i nostri sguardi s’incrociassero con la curiosità e la speranza di capire dagli occhi degli altri che non fossi stata l’unica a sentire il terremoto… certezza arrivata immediatamente dopo essermi accorta che tutti quanti avevamo le palpebre alzate più del solito! Un piccolo ondeggiare rispetto al maestoso ma immaginario spostamento delle placche nell’entroterra che dall’undicesimo piano dell’hotel è stato più emozionante delle altre volte vissute.
Ma ora è passato tutto ed i pensieri volano veloci altrove… Borneooo… in realtà non sto nella pelle al pensiero di poter vedere questa terra che tanto ispira le mie fantasie, di jungle dove poter correre tra i mille alberi, con il fiatone di chi è felice di fare fatica, evitando rami che nel massimo della naturalezza s’intrecciano fra loro come se, per sostenersi e proteggersi, si abbracciassero uno con l’altro… “molti mari e fiumi attraverserò, dentro la tua terra mi ritroverai, turbini e tempeste io cavalcherò, volerò tra i fulmini per averti… meravigliosa terra!!”
…è presto per sognare… anche se manca poco al nostro arrivo a Kuching ci sono ancora molti luoghi a cui dedicare le mie energie… come la splendida isola di Tinggi!


Al largo della costa orientale dello Stato Johor, tra le altre limitrofe e meno importanti 60 isole dell’Arcipelago Seribuat, sorge un paradiso terrestre fino a 60 anni fa privo di qualsiasi abitante umano…ma la cosa più bella è che ancora oggi qui vivono solo 200 persone e a giudicare dalla generosa natura e quasi assenza di costruzioni, sembrerebbe meno!
Finalmente un’isola selvaggia…lo sarà più lei o io? ;o)
Non appena approdati sono rimasta entusiasta dal colore delle acque che la circondano…azzurre “piscina pulita”!! Naturalmente non abbiamo fatto attendere la nostra pelle (ed il nostro spirito) ad assaporare l’ebbrezza di un tuffo… atteso da mooolto tempo!!
E pensare che siamo i primi italiani ad aver messo piede qui!!
La jungla in cui mi sono addentrata versando litri di sudore, lascia senza parole… mentre “lei” sembra parlare un linguaggio tutto suo.
Tanto chiasso in altrettanto silenzio.


Tagliando trasversalmente il tronco di un albero da caucciù, ho visto formare le gocce che daranno poi vita a pneumatici, guanti, collanine ed a tutto ciò che dal lattice proviene e che gomma diverrà!
Ho visto il grande spettacolo della bassa marea trasformare il paesaggio che queste mattine mi da il buongiorno ed il suo rumore la buonanotte: il mare.
Da un semplice chalet a 3 scalini da terra sto vivendo la bellissima esperienza di scoprire un’isola che fino ad ora avevo solo sognato attraverso cartoline o al massimo da “Alle falde del Kilimangiaro”!
Ma non c’è video o foto che tenga: osservare con i propri occhi va sopra ogni limite di bravura di cameramen o fotografi professionisti!
M’ innamoro sempre di più del mondo… e trovo maggiore convinzione in ciò che spesso dico: non basterebbe una vita per girarlo tutto!


Da questo piccolo puntino di terreno in mezzo al mare tanti sono i ricordi ed i flash dell’Italia, dai visi, agli abbracci, alle risate, alle pattinate, agli impegni, al lavoro, agli studi, alle serate, alle colazioni, alle corsette, alla mia casa, ai momenti in famiglia, al caffé e latte, alle cantate, alla roccia, a tutte le cose che fanno parte della vita che amo, la mia vita, con tutte le persone che ne fanno parte da più o meno tempo perché ognuna mi lascia qualcosa d’ importante, come le emozioni che questo viaggio mi continua a regalare ogni giorno.

 
Di Silvia (del 10/09/2007 - 14:36:24, in In Spedizione)

…forse l’esperienza di contatto umano più bella dall’inizio del mio viaggio (che qualche giorno fa ha compiuto 1 mese!)…


Il nostro team è stato diviso in 3 gruppi, ognuno dei quali ospite per una notte a casa di una famiglia malesiana abitante nel villaggio “Mengkuang Titi” nello Stato di Penang, a nord-ovest della penisola.
Io ed Elisa (l’avvohhhato fiorentino), abbiamo condiviso la quotidianità con la signora Sophia che vive con i suoi due figli trentenni.


La dolcezza di questa donna sulla sessantina, mi ha fatto sentire quasi come se fossi a casa. I suoi lineamenti tipici, occhi neri e profondi, pelle tendente allo scuro, fianchi abbondantemente tondeggianti ed i tranquilli modi di fare, mi hanno fatto pensare proprio ad una “mamy cubana”!
La casa era a piano terra, povera, semplice ma paradossalmente fornita di tv, stereo e lettore dvd! Per accedervi ci si toglie le scarpe in segno di rispetto verso la loro cultura.
Dalle abitazioni vicino, uscivano continuamente bambini di tutte le età incuriositi dalla nostra presenza. Ridere con loro, prenderli in braccio, pettinare le bimbe regalandogli fermagli colorati e vedere come i loro sguardi si accendevano, è stata una fortissima emozione.


Per non smentire la voglia d’immergersi in tradizioni e culture del posto, io ed Elisa abbiamo “scovato” nei meandri di questo particolare villaggio, una sala dove in quel momento era in corso una vera e propria lezione di ballo malese e di danza indiana!! Naturalmente ci siamo cimentate ad apprendere il più possibile (compresi i caratteristici ed eleganti movimenti delle mani ed in particolare delle dita) facendo notte nel tentativo di esaurire tutte le nostre energie…
Non volevamo andare più via, infatti, al momento dei saluti ho saputo solo dirgli un “teri macassè” (grazie in malese) unendo i palmi delle mani e chinandomi a loro con il massimo della gratitudine per la loro gioiosa disponibilità…
Un grazie detto con tutto il cuore per questa esperienza che rimarrà dentro me in eterno…

 
Di Silvia (del 10/09/2007 - 14:35:53, in In Spedizione)

Il team è stato aggiornato e lacrime dai cento sapori diversi hanno accompagnato il nostro viaggio da Bangkok a Cha Am.
In questa ridente cittadina Maurizio, Diego (il cameraman) e tutto il nuovo team (tranne Stefy che oramai ha gli organi interni in amianto) ha trascorso una notte insonne causata da un’infezione gastro-intestinale.
La mattinata è trascorsa in una clinica privata, dove un medico ci ha visitato e prescritto medicine utili alla guarigione… ma il viaggio non può fermarsi, c’è un itinerario da rispettare (the show must go on)!!
Con tutti i postumi della nottata si riparte a bordo dei nostri fiammanti pick-up, direzione sud!!
La meta questa volta è Ranong, città di frontiera sede di numerosi scambi commerciali fra Thailandia e Myanmar.


Da qui il nostro team si divide in due gruppi di lavoro: Benedetta ed Elisa rimangono “in missione” per scoprire le peculiarità di Ranong e dintorni, mentre io, Francy, Stefania ed Elena salpiamo alla volta del Myanmar.
Un Paese dal passato non poco problematico, tutt’oggi in lotta per una politica che, dalla schiacciante vittoria nelle elezioni del ’90, prometteva Democrazia, ma la dittatura Militare non cede ancora le redini del potere.
Siamo entrati nel Paese traghettando  nell’estuario Pakchan fino a Kawthoung. Non è stato facile accedere, infatti abbiamo dovuto aspettare un permesso speciale difficile da ottenere per i “normali visitatori”.
Da quel momento…via alla scoperta dell’estremità meridionale!


Perlustrando la cittadina veniamo incuriosite dai suoi particolari negozi e bancarelle, dove acquistiamo cibo e bevande per il bivacco dei prossimi tre giorni in barca…eh sì, perché l’avventura in Myanmar va vissuta così, navigando fra le sue 800 e più isole che formano l’Arcipelago del Merguì dormendo all’aria aperta e su romantiche amache che nell’oblìo delle onde ti cullano…
Il tramonto dalla nostra “Mokan Queen” credo sia il più bello che abbia mai visto: il sole calante che alternatamene scompare ed improvvisamente riappare non appena scivola via il confine di un’altra isola fino a tagliare l’orizzonte che segna la fine di un giorno appena trascorso.
Un equipaggio di uomini birmani ci agevola nell’impresa di scoprire le poche isole abitate…popolazioni che sembrano vivere in un altro mondo: barchette in riva al mare, palafitte in legno, reti da pesca fatte a mano, animali e bimbi scalzi che giocano con il viso spesso ricoperto da una crema che, oltre a decorare e nutrire, schiarisce la pelle.


Non avevo mai trascorso tante ore navigando in mare…
Donnavventura, oltre ai percorsi in pick-up, regala anche situazioni stravaganti come questa…ed io non posso fare a meno di apprezzarne l’essenza!!

 

Oggi è stato il primo giorno di pura avventura… liberi dalla scorta che ci ha lasciato al confine con il Vietnam e muniti di cartine in mano pronte ad illustrarci le strade, ma non tutte…perché abbiamo scelto di percorrere quelle più dissestate costeggianti il fiume Mekong, che spesso sembrano essere “saponate” per come ci si scivola con i pick-up!! Infatti ho commesso uno sbaglio “di calcolo” della direzione delle ruote e sono andata fuori dalla striscia di fango che fino ad un attimo prima scorreva a fatica sotto di noi… paura svanita non appena siamo riusciti a tirarla fuori dal canale a bordo strada grazie al traino di Asia e alle cinghie che le univano.
Una vera prova di tensione ed attenzione che, per quanto dura, mi ha divertito ed avvinto molto!!
Oggi ho sentito il vero spirito da Donnavventura!!


Tutto il percorso è stato, per me, una continua emozione… abbiamo attraversato villaggi incantevoli per la loro selvaggia naturalezza, immersi completamente nel “fosforescente” verde della flora che qui fa da padrona… le persone che vivono in questi villaggi sembrano uscire da un quadro, abiti colorati, pelle liscia e scura, occhi neri e brillanti… gente che parla senza pronunciare una sola parola.
La Cambogia mi ha veramente rapita!!

 
Di Silvia (del 28/08/2007 - 14:34:52, in In Spedizione)

L’avventura continua e muta ogni giorno, in special modo dal momento in cui ho messo piede in questo fantastico Paese… il Vietnam, fino a qualche tempo fa così lontano anche dalla mia straboccante immaginazione.
Il suo paesaggio è una cascata di colori dalle 1000 sfumature soprattutto sulle tonalità del verde, chilometriche distese di prati rasati o selvaggi, alberi di ogni forma e dimensione, cactus, palme (diverse da quelle che sono “abituata” a vedere a San Benedetto del Tronto!) alte, snelle e piene dei loro frutti, piantagioni dei più svariati tipi, compresi bellissimi banani con enormi foglie che i vietnamiti usano per incartare i cibi, una particolarità è il “il frutto del drago” al suo interno bianco o color vinaccio con semini neri simili al kiwi anche nel sapore, il bambù (re della flora locale viene utilizzato per molteplici pietanze) ed infine la canna da zucchero…il suo succo è una vera delizzzzzia!!!
I suoi animali vanno dalle mucche ai bufali dal manto vellutato, maiali neri, buffe papere e simpatiche caprette dal lungo pelo che brucano tranquille negli sterminati prati.
La sua gente è sempre pronta ad accogliere i saluti con un sorriso, dalla dubbia igiene orale, ma sicuramente sincero.


E’ un popolo che sente in modo preponderante ed evidente la volontà di rialzarsi dal dolore causato dalle guerre passate…stermini documentati dai numerosi monumenti dedicati ai caduti, dai musei ricchi di foto e testimonianze, dai bunker che solo entrandoci si capisce l’aria che a quei tempi pesava sui soldati che lì si rifugiavano e studiavano strategie d’attacco al nemico.
E’ una sensazione particolare quella che si percepisce camminando, vivendo e facendo scorrere km e km d’asfalto sotto… e pensare che qui fino a 40 anni fa accadevano fatti da far rabbrividire…
Ora, però, sembra iniziata una nuova vita per questo Paese, che ha di colorato anche il più piccolo cimitero!!
Una Nazione che, da nord a sud, stiamo scoprendo anche grazie al prezioso aiuto della scorta della polizia locale che con le sue sirene (e manganelli!) ci agevola moltissimo nel traffico, ai pedaggi ed ai semafori rossi facendo spostare chiunque dalla strada!!
Sorrido se penso che siamo nel guinness dei primati per essere stati scortati per una così elevata quantità di km!!


(…e per me, non sarebbe l’unico!! ;o) )
A partire da Dien Bien Phu, Son La, la capitale “Hanoi” (con sciami di motorini che sfrecciano carichi di persone, animali ed oggetti di ogni tipo), la suggestiva Baia di Halong (le sue rocce di infinita bellezza spuntano dall’acqua creando un’atmosfera fantastica), scendendo verso Thanh Hoa e procedendo a sud con il mare alla nostra sinistra attraversiamo molte città e villaggi come Hoi An, Khanh Hoa, Phan Thiet fino ad arrivare a Mytho, la cittadina sul delta del fiume Mekong con il suo mercato galleggiante che, visto seduta dal tetto del nostro battello, mi ha divertito tantissimo!!
Per finire in bellezza arriviamo ad “Ho Chi Min City”, fino al 1975 era la capitale vietnamita… tuttora rimane la città più popolata del Vietnam e guidare per le sue strade è una fatica… poi con il volante a destra del pick-up la situazione si fa ancora più adrenalinica!!


Le colonializzazioni (Francia, Giappone, America) hanno lasciato segni evidenti della loro passata presenza, riscontrabili dall’architettura e dal cibo (c’è sempre una baguette calda ad accompagnare i pasti, un piatto di riso e salse di tutti i tipi!) …un mix di stili, dal moderno all’antico, dalla lussuria alla povertà, dal caos del centro cittadino alla tranquillità delle campagne periferiche, fanno di questo posto una curiosa attrazione da vivere a 360°!!
Prossima destinazione… Cambogia!!

 

I miei primi giorni in Laos sono stati sicuramente sorprendenti… in tutti i sensi ed in tutti i modi, nel bene e nel male.
Si dice che “quello che non  strozza ingrassa” e “quello che non uccide fortifica”… posso allora convincermi che sono sull’orlo di diventare una balena con la forza di Hulk!!
Nel lunedì che inaugura la settimana del 6 agosto ’07 le ore sono “trascorse” tra la conferenza stampa e la festa al concessionario Mitsubishi Motors con un migliaio di foto, interviste e naturalmente il primo giro per la città di “Vientiane” capitale del Laos, alla scoperta di questa terra multietnica e dalle cento sfaccettature… dalla religione preponderantemente buddista, infatti, inginocchiate scalze davanti alla statua del Buddha, abbiamo acceso una candela e con questa un incenso, unito le mani esprimendo un desiderio e fatto un minuto di silenzio.


Nello stesso giorno abbiamo partecipato anche al rito “ba-ci” (tipico buddista) dandoci il benvenuto, con una cerimonia dove un uomo cantava pronunciando frasi incomprensibili per noi DA che eravamo, come lui, sedute intorno ad un alberello da cui uscivano fili bianchi che tenevamo fra i palmi durante il canto sacro; finito il rito, gli stessi fili ci sono stati legati al polso dagli abitanti di Vientiane con l’onore di ricevere da loro molti auguri per il nostro futuro.
Questo approccio con una realtà del tutto diversa ci ha spinto verso nord fino ad arrivare a “Vang Vieng”, un paese conosciuto da coloro che amano sport estremi (come me!) in quanto si possono praticare discese in kayak, rafting, tubing (con ciambelle gonfiabili), trekking e soprattutto ciò che più amo, il free climbing su roccia (naturalmente non da maggio a ottobre, periodo di pioggie) anche perché qui, questo elemento padroneggia!
All’arrivo di una nuova alba si riparte in direzione “Luang Prabang”, antica capitale del Laos che sfoggia con orgoglio ben 32 templi!


Un paesaggio che colpisce per la sua tranquillità e serenità fa da cornice alla confluenza tra il fiume Mekong ed il Nam Khan, due flussi di potenti acque dalla diversa colorazione che mantengono anche dopo essersi uniti: uno è marrone l’altro rossastro. Particolare con il suo “quartiere francese” dove tutto rimanda alla colonizzazione passata durata un secolo!
Da questa cittadina situata a 700 metri sopra il livello del mare (in cui ho dovuto cercare un dentista per l’otturazione di un dente saltatami la sera prima e che porterò dietro come souvenir da Mauri) ci dirigiamo ancora verso nord-est con obiettivo “frontiera del Vietnam” che in tarda serata raggiungiamo dopo una giornata alla guida dei pick-up.


Passando attraverso numerosi villaggi, percorrendo strade dissestate, mi accorgo che in questa nazione, pur essendo molto povera, ha la capacità di donare molto a chi è disposto a ricevere… mi basta avere il desiderio di essere contraccambiata con un “sabaidì” (non ho idea di come si scriva ma è il “ciao” laotiano) che mi basta alzare una mano in gesto di saluto, sorridere e pronunciare questa parola ed immediatamente si apre un valico che lascia passare la comunicazione… bimbi seminudi che giocano nelle strade, con niente, magari con un animale o un giocattolo costruito da se (come mi raccontava mio padre “ai suoi tempi”) tra le capanne di bambù costruite e, paradossalmente, antenne paraboliche!!
Donne con neonati legati al petto da fasce di stoffa e uomini chinati nelle risaie creano in me un’enfasi nel vedere come uno scenario di 50 anni fa mi si stava presentando sotto gli occhi.
Fiancheggiando fiumi, mandrie di svariati animali (tutti stranamente di una taglia più piccola rispetto ai nostri abituali standard), mercatini di particolari verdure e colorati frutti, incrociando sguardi magnetici e visi dalla fisionomia caratteristica, si arriva a destinazione: la città “Dien Bien Phu” di proprietà vietnamita.
Si respira l’aria di una guerra che fino a 30-40 anni fa ha provocato dolore e miseria.


Dai monumenti ai caduti, alle trincee, alla precarietà di molte strade si percepisce ciò di cui avevo sempre e solo sentito parlare… ogni guerra lascia un segno e questo segno si sente tutt’ oggi.
Un’immersione nella quotidianità di questa cittadina e subito nel pick-up per una nuova meta in direzione est: “Son La” dove il viaggio, per ora e forse ancora per poco), continua!!

 
Di Silvia (del 09/08/2007 - 14:33:24, in La Partenza)

E’ arrivato il fatidico giorno… e’ scattato il momento di partire, e’ giunto il mio istante!
Continui cambi d’aerei e quattro decolli hanno battezzato le 48 ore impiegate per raggiungere la meta: Vientiane, città capitale del Laos scelta per l’incontro con Maurizio, Ale ed il gruppo di Donnavventura… purtroppo sulle spine data la precaria “misteriosità” dei nomi di coloro che lunedì torneranno in Italia… ma la felicità di rivederle e di trascorrere nuovamente una serata insieme rimanda i pensieri negativi.
Sembrano non passare mai le ore di spostamento tra Milano e Vientiane rispetto alla frizzante voglia di arrivare a destinazione…


Visi e voci delle persone che amo mi accompagnano in questo “viaggio verso il sogno”.
Per quanto frastornante, è musica il continuo flusso di frasi, immagini e sensazioni che nella mente scorrono.
Come in una “danza sotto la pioggia” (e ce ne sarà molta!) si aprono le braccia al cielo per far affluire l’energia, convoglio il flusso mentale in un solo istante, questo.
Spengo l’interruttore dei pensieri e nell’attesa dell’avventura che mi aspetta, respiro profondamente e mi rilasso… (ora che ho tempo di farlo!!) ;o)

 











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